Chi siamo

Nel 2005, ad Atene, due ragazzi decidono di vendere biglietti dei traghetti greci online. Si chiamano Philipp Brinkmann e Kristof Keim, il sito si chiama travelplanet24. Cinque anni dopo diventa Tripsta S.A., con sede ad Atene, e inizia a espandersi in Europa partendo dalla Polonia.

Nel 2015 acquisisce Airtickets. Per il 2017 Tripsta serve oltre un milione di clienti all’anno, con prenotazioni lorde superiori ai 500 milioni di euro, operando in più di 45 mercati e 34 lingue. Voli, traghetti, treni: due milioni di richieste di viaggio al minuto.

Poi, nel giugno 2018, il sipario. Una “massiccia crisi di liquidità” e debiti fino a 70 milioni di euro verso IATA. Tripsta sospende le operazioni e non riapre più.

Cosa siamo adesso

Abbiamo rilevato il dominio Tripsta.it. Non vendiamo biglietti aerei. Non prenotiamo traghetti. Non confrontiamo prezzi.

Raccontiamo il viaggio.

La differenza è semplice: prima Tripsta ti portava da A a B. Adesso ti racconta perché vale la pena partire, dove andare, cosa cercare una volta arrivato.

Perché continuare

Il nome aveva un significato — un’idea di viaggio fatta bene, accessibile, raccontata da chi il viaggio lo conosce davvero. Quel significato non l’abbiamo inventato noi. L’abbiamo trovato qui e abbiamo deciso che meritava di proseguire, in un’altra forma.

Niente booking engine. Niente offerte last minute. Niente popup che chiedono la mail in cambio di uno sconto del 5%.

Solo storie, itinerari, mete, idee. Per chi ama viaggiare e, prima ancora, amarne il pensiero.

Chi scrive

Persone che hanno viaggiato, che continuano a farlo, che non hanno smesso di trovare interessante una piazza di provincia tanto quanto una capitale europea. Italiani, principalmente. Pugliesi, in qualche caso. Curiosi, sempre.